Perché “Un sogno lungo un giorno” era troppo lungo come titolo di un blog…
Se dobbiamo considerare il cinema come arte, allora dobbiamo esaminare ogni singolo film non solo in se stesso, ma all’interno della produzione di quel regista (o dell’attore, dello sceneggiatore, dipende da cosa stiamo esaminando).
Ecco il perché del titolo. “Giardini di pietra” è uno dei film del grandissimo ed a mio parere ineguagliabile Francis Ford Coppola, che considerato da solo, non è certo il suo film più riuscito, almeno stando alla critica maggioritaria (anche se per chi scrive è invece molto bello). Stesso discorso per “Un sogno lungo un giorno”, forse il film meno riuscito di Coppola (su questo concordo con la critica). Eppure, considerati all’interno della intera produzione del regista americano, il significato ed il valore di quei film aumentano. Entrambi passi necessari nella carriera artistica del regista, e per quanto riguarda “Un sogno lungo un giorno” addirittura un passo importante per l’intera cinematografia mondiale, con Coppola pioniere della tecnologia del videoplayer, utilizzato per la prima volta in questo film (e diventato ben presto regola).
Anche il film più brutto potrebbe avere il suo perché nella storia del cinema…
Con questo blog intendo fare un viaggio nel tempo fra i paesi e fra i generi: dalla commedia nera spagnola al nuovo cinema tedesco, dai registi indipendenti americani al cinema d’azione di Hong-Kong, etc. In ogni caso, se mi dovessero chiedere a bruciapelo 10 fra i migliori registi di sempre direi: Francis Ford Coppola, Sam Peckinpah, Luis Buñuel, François Truffaut, Woody Allen, fratelli Coen, Martin Scorsese (in deroga al discorso di cui sopra, prima dell’era Di Caprio), David Lynch, Quentin Tarantino, Curtis Hanson. Dopodiché, ripensandoci, direi: oh, ma come ho fatto a dimenticarmi di … ?
Tim Burton?
certo… ma anche Alfred Hitchcock. E che dire di Costa-Gavras? Wim Wenders? Werner Herzog? Ken Loach? … continua…
Beh mancano tutti gli italiani … questo è grave
No ti prego, lui odia il cinema italiano! E se non lo odia tutto, sicuramente la maggior parte…
A parte il neorealismo, Fellini (ma secondo me è un po’ sopravvalutato) e gli altri grandi vecchi (Bertolucci, Olmi, etc), ed i B-movie degli anni ‘70-’80 (per il loro valore affettivo più che per quello artistico) non esiste un genere nel cinema italiano attuale che valga la pena di seguire con attenzione.
Sergio Castellitto è un grandissimo attore, ed infatti quando recita in produzioni straniere viene valorizzato al massimo (ed è solo un esempio, il che vuol dire che le individualità di talento ci sono).
L’unico “genere” prodotto dal cinema italiano negli ultimi anni è quello dei trentenni in crisi di identità. Noia assoluta.
PS: quindi, Mapù, non odio il cinema italiano ma le produzioni attuali italiane
Si hai ragione, attualmente è inesistente il cinema italiano. Confermo l’apprezzamento per il Neorealismo, mi piace molto De Sica, sopratutto in Ladri di Biciclette.
Però anche Totò bisognerebbe citare, sicuramente il più grande comico italiano.
indubbiamente, anche se dargli solo del “comico” è poco! E’ stato un poeta ed un grande attore teatrale, anzi forse proprio il Totò cinematografico è stato il peggiore, viste le tante sottoproduzioni… ciò non toglie che un ringraziamento per quanto ci ha fatto ridere (ad esempio con la comparsata ne “I soliti ignoti”
sia doveroso