Cast: Monica Vitti, Michel Piccoli, Adriana Asti, Julien Bertheau, Adolfo Celi
Director: Luis Buñuel
Genere: surrealista Produzione: Francia 1974
InVoto: 8
Film a episodi, concatenati alla maniera di Buñuel e della sua “casualità non casuale”, che ci conduce in un viaggio fra conscio ed inconscio, fra morale ed immorale, con situazioni da teatro dell’assurdo che spesso ci fanno prima sorridere e poi riflettere su come, spesso, la nostra vita non sia dettata da convenzioni che esaminate a fondo potrebbero essere assurde ma che invece siamo portati per abitudine a seguire ciecamente come Comandamenti.
Penultimo film di Don Luis, che tocca i più alti picchi del surrealismo su celluloide, grazie anche alla splendida sceneggiatura di Jean-Claude Carrière. Lo sceneggiatore francese parlando del film disse: “C’è una frase di André Breton del Secondo Manifesto del Surrealismo in cui dice che tutto induce a credere che esista un certo punto nella mente in cui l’alto e il basso, il nero e il bianco, ciò che è espresso e ciò che non lo è, il freddo e il caldo sono il risultato dei contrari. [...] Nell’attività surrealista non abbiamo fatto altro che cercare quel punto. e io l’ho trovato, in Il fantasma della libertà due o tre volte”. E sicuramente, una delle volte in questione è la scena della bambina “scomparsa”, che secondo Carrière era anche la scena che Don Luis preferiva fra tutte quelle da lui girate nella sua intera carriera di regista. Semplicemente sublime.
Buona visione!
