Cast: Mal Arnold, William Kerwin
Director: Herschell Gordon Lewis
Genere: horror Produzione: USA 1963
InVoto: 6 con “bollino cult”
Fuad Ramses (Mal Arnold) è il gestore del negozio di alimentari “Fuad Ramses exotic catering”, nonché segreto Alto Sacerdote del culto della sanguinaria dea egizia Ishtar. Quando gli viene commissionato un banchetto egizio, Ramses coglie l’occasione per organizzare la cerimonia per la rinascita della dea, squartando giovani donne le cui membra dovranno essere mangiate durante il banchetto dagli (ignari) ospiti permettendo così l’incarnazione della divinità (raffigurata al momento da un manichino da esposizione nel retrobottega di Ramses). Il tutto mentre la polizia brancola nel buio non riuscendo a venire a capo dell’assurda catena di delitti.
Leggenda vuole che Hershell Gordon Lewis, mentre guardava un film di gangsters, si chiese come mai il sangue che scorreva fosse così poco rispetto a quanto doveva essere in realtà. E così decise con i suoi film di rimettere in pari la quantità di sangue sulla celluloide, diventando il “padrino del gore”, portando su pellicola quello che era stato il teatro francese del Grand Guignol, e diventando il pioniere dello splatter. Questa è la sua opera più famosa, una storia che si muove velocemente fra omicidi rituali e cannibalismo, fra effettacci sanguinolenti e belle donzelle con le pettinature della Miami dei primi anni ‘60.
“Qui non si tratta solo di un maniaco… qui c’è uno schema!”
Buona visione!

Ma vale la pena questo film? Non è che è troppo gore?
ti ringrazio della domanda, così mi dai l’oppurtunità di chiarire un punto.
Io non sono un cinefilo, ma un cinestorico (o mi piacerebbe esserlo, via). Mi piace, oltre a vedere il film, anche studiare il contesto temporale in cui è stato girato, la storia di come si è arrivati a girare quel film, le circostanze in cui si è girato, ed in base a tutto ciò giudico un film di valore oppure no.
Quindi il giudizio non è solo mai sul valore della pellicola in sè e basta (a meno che non ci sia solo quello da valutare).
Su Blood Feast, il voto è stato influenzato anche da questi parametri: è un film indipendente girato con un bassissimo budget che però è stato il capostipite dello splatter e dunque ha fatto “scuola”.
La storia è molto semplice, anche un po’ ingenua (ma erano pur sempre gli anni ‘60), se un film girato oggi fosse così probabilmente prenderebbe un 4…
Ciò non toglie che, siccome è breve (dura un’oretta), chi sia interessato ai primordi del gore possa trovarlo “istruttivo”. Ma è cinema strettamente “di genere”, quindi sconsigliato a chi cerca horror psicologici o trame intricate (a maggior ragione a chi è impressionabile ed a chi odia lo splatter).
Ciao!